SM SAN GIOVANNI BOSCO

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Inclusione

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INCLUSIONE SCOLASTICA

( PAGINA IN ALLESTIMENTO )

La S.S.P.G.  “San Giovanni Bosco- Summa Villa” ha tra le sue priorità l’inclusione degli alunni con B.E.S.  Prevedendo che vengano date ad ognuno pari opportunità di crescita e di apprendimento attraverso la rimozione dall’ambiente  di quelle barriere, non solo fisiche, che possano ostacolarle.

L’inclusione scolastica, perché sia effettiva, deve interessare tutte le componenti professionali che operano nella scuola, e non solo il docente di sostegno, ovvero dirigenti scolastici, docenti, personale ATA, studenti e famiglie, nonché tutti gli operatori istituzionali deputati al perseguimento degli obiettivi di inclusione e che vivono l’esperienza scolastica inclusiva in termini di impegno per il “supporto” alle alunne/ alunni con particolari bisogni educativi.

 La presa in carico degli alunni è regolamentata dal Protocollo di accoglienza e per il coordinamento di tutte le azioni riferite all’inclusione, ivi compresa la stesura del P.A.I., nella nostra Istituzione è istituito il G.L.I. costituito dai docenti di sostegno, docenti dei consigli di classe/ sezione e, secondo le situazioni, dagli attori esterni coinvolti nel processo di crescita dell’alunno.

Altro importante strumento inclusivo è rappresentato dal P.D.P. (Piano Didattico Personalizzato), strumento indispensabile per monitorare il percorso scolastico degli studenti, sia per gli alunni con disagio, con o senza certificazione, e  sia per gli alunni certificati ai sensi della legge n. 170/2010 e succ. mod. ed int..

Ogni situazione è diversa! Bisognerà pianificare un percorso rispondente ai reali bisogni dell’alunno, ragion per cui “Il documento” viene redatto con la collaborazione dei genitori e, una volta acquisita una diagnosi specialistica, il consiglio di classe elabora il P.D.P.

 Per ciascuna materia, devono essere individuati gli strumenti dispensativi e compensativi, e non gli obiettivi come nel P.E.I. (alunni DA) per consentire allo studente il raggiungimento degli obiettivi alla pari dei compagni. Sintesi del percorso da attuare in caso di diagnosi Legge 170/2010  Il Piano Personalizzato focalizza l’attenzione su: – Dati generali con l’analisi della situazione dell’alunno – Livello delle competenze raggiunte nelle diverse aree – Gli obiettivi e i contenuti previsti dell’anno scolastico e la metodologia con le misure compensative e dispensative – Le modalità di verifica – La valutazione in itinere e finali con le indicazioni sul come viene effettuata – I rapporti con la famiglia, con particolare riferimento alla parte dei compiti da svolgere a casa, Verifica e valutazione – Ciascun docente della classe è corresponsabile del progetto formativo elaborato per l’alunno con DSA e “attua modalità di verifica e valutazione adeguate e coerenti”. Pertanto, così come propugnata dalla Legge n. 53 del 2003 e da uno dei suoi decreti applicativi, il D. Lgs. n.59 del 2004, ogni alunno sarà valutato secondo il proprio Piano, anche in relazione alle misure compensative e dispensative adeguate alle singole situazioni. La strutturazione delle verifiche dovrà consentire allo studente di mostrare il grado di prestazione migliore possibile. Ciascun docente, per la propria disciplina, definisce le modalità più facilitanti con le quali le prove, anche scritte, vengono formulate. Le eventuali prove scritte di lingua straniera sono progettate, presentate e valutate secondo modalità compatibili con le difficoltà che presenta lo studente. La prestazione orale è privilegiata e considerata come compensativa della prestazione scritta. Protocollo per alunni con svantaggio socio-economico, linguistico, culturale (anche con riferimento ad alunni stranieri). Tale protocollo percorre le stesse linee individuate per gli alunni DSA, con esclusione della necessità della presa in atto della diagnosi specialistica. 

Dalla nota ministeriale del 22 Novembre 2013 prot 2563: “Qualora nell’ambito del Team docente si concordi di valutare l’efficacia di strumenti specifici, questo potrà comportare l’adozione e quindi la compilazione di un PDP con eventuali strumenti compensativi e misure dispensative”. Non è compito della scuola certificare alunni con bisogni educativi speciali, ma individuare quelli per i quali è opportuna e necessaria l’adozione di particolari strategie didattiche. Nel caso di situazioni problematiche la nostra Istituzione procede con i seguenti step: – Utilizzo di strumenti specifici (test e griglie) per l’individuazione di difficoltà e/o potenzialità e registrazione dei risultati – Condivisione dei risultati emersi nel consiglio di classe – Incontro con i genitori per definire e ottimizzare il PDP – Verifiche in itinere e finale dei PDP a cura del GLI o Protocollo per DVA La nostra Istituzione, al fine di realizzare una efficace e funzionale progettazione, quanto più rispondente alle caratteristiche dell’operatività, è attenta nel valutare i bisogni formativi degli alunni diversamente abili.

Essa indaga non solo sulle competenze prettamente didattiche e relazionali, ma soprattutto sugli aspetti che riguardano l’alunno nel suo vissuto familiare, extrascolastico e riabilitativo. In seguito a ciò, per ogni alunno con handicap, vengono redatti Il Profilo Dinamico Funzionale (che per effetti del decreto legislativo n.66/2017 sarà, in seguito, sostituito dal profilo di funzionamento) e il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.), momenti concreti in cui si esercita il diritto all’istruzione e all’educazione dell’alunno con disabilità (Legge 104/92). La progettazione educativa, formativa e riabilitativa di un “progetto di vita” tiene conto del ruolo attivo che l’individuo dovrà svolgere all’interno della società; riguarda tutti gli insegnanti poiché l’intera comunità scolastica è chiamata a:

– favorire e potenziare gli apprendimenti – adottare i materiali e le strategie didattiche in relazione ai bisogni degli alunni con disabilità.

– rendere le famiglie più consapevoli e quindi orientarle verso progetti realistici sul futuro dei propri figli In seguito all’acquisizione della documentazione necessaria e alla verifica della completezza del fascicolo personale, la scuola procede attuando il percorso per l’inclusione. Strategie metodologiche e didattica

– La progettualità didattica orientata all’inclusione comporta l’adozione di strategie e metodologie, quali l’apprendimento cooperativo, il lavoro di gruppo e/o a coppie, il tutoring, l’apprendimento per scoperta, la suddivisione del tempo in tempi, l’utilizzo di mediatori didattici, di ausili informatici, di software e sussidi particolari.

 Percorso per l’INCLUSIONE: Conoscenza degli alunni sotto il profilo biopsichico, socio-relazionale e cognitivo e familiare Raccolta di tutte le informazioni attraverso un’attenta e sistematica osservazione dei soggetti, con rielaborazione e analisi dei dati Individuazione delle aree di maggiore potenzialità, sulle quali risulta impostato lo sviluppo della formazione e la promozione degli alunni con handicap (tenendo conto delle indicazioni emerse dai documenti degli operatori sanitari, e dai colloqui con le famiglie)

Programmazione degli interventi educativi predisponendo obiettivi, metodologie e strategie didattiche individualizzate e integrate nel percorso didattico ed educativo della classe di appartenenza Gestione equilibrata delle risorse umane e materiali, anche in considerazione della possibilità di usufruire di personale specialistico messi a disposizione dal Comune; di tale assistenza usufruiscono gli alunni con particolari problematiche rilevate e certificate durante gli incontri con l’equipe multidisciplinare dell’ASL , Inoltre per promuovere il processo d’inclusione vengono attuate le seguenti azioni: Verifica e valutazione – Le verifiche delle abilità progressivamente acquisite, vengono registrate su apposite griglie di osservazione per ogni singolo alunno, diversificate secondo le individuali competenze e capacità e sono riferite agli obiettivi previsti nei singoli PEI. La valutazione, inoltre, sarà sempre considerata come valutazione dei processi e non solo come valutazione della performance, sarà riferita a: – comportamento; – discipline; – attività svolte sulla base dei documenti previsti dall’Art 12 comma 5, della Legge 104 del 1992, Piano Educativo Individualizzato. Gestione, in modo alternativo, delle attività d’aula Organizzazione dei curricoli in funzione dei diversi stili o delle diverse attitudini cognitive Tutti i progetti mirano allo sviluppo delle potenzialità della persona disabile nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione (Art 314, comma 2 del D.L.gs del 1994) 

Utilizzo, in modo graduale e progressivo, di più codici di comunicazione che facilitino la didattica e la rendono flessibile alle esigenze individuali, per accrescere l’efficacia del processo di insegnamento/apprendimento Condivisione di linee comuni pedagogiche e di condotta tra insegnanti di sostegno e curricolari nella gestione dell’intero gruppo classe “Agganciare” il più possibile, il lavoro dell’alunno a quello del gruppo classe . Continuità La continuità tra i diversi ordini di scuola è il cardine del curricolo unitario. 

Sono previsti incontri tra i docenti per la comparazione del percorso formativo e delle competenze di raccordo e sono stati attivati accordi per il monitoraggio dei risultati a distanza nel tempo a breve e lungo periodo, così come previsto nell’Obiettivo di Processo N. 4 del Piano di Miglioramento. Azioni di Continuità: Comunicazione di dati sull’alunno, Comunicazione di informazioni sull’alunno in collaborazione con la famiglia, Coordinamento dei curricoli degli anni iniziali e terminali Formazione delle classi iniziali Sistema di valutazione degli alunni Monitoraggio dei risultati dell’alunno nel tempo a breve a lungo periodo.

La progettualità didattica orientata all’inclusione comporta l’adozione di strategie e metodologie favorenti, quali l’apprendimento cooperativo, il lavoro di gruppo e/o a coppie, il tutoring, l’apprendimento per scoperta, la suddivisione del tempo in tempi, l’utilizzo di mediatori didattici, di ausili informatici, di software e sussidi particolari.

Durante le attività didattiche vengono utilizzati, in modo graduale e progressivo, più codici di comunicazione che facilitano la didattica e la rendono flessibile alle esigenze individuali, per accrescere l’efficacia del processo di insegnamento-apprendimento.

Vengono condivise linee comuni pedagogiche e di condotta tra insegnanti di sostegno e curricolari nella gestione della classe.  Viene il più possibile “agganciato” il lavoro dell’alunno a quello del gruppo classe.

 

 Conoscenza degli alunni sotto il profilo biopsichico, socio-relazionale e cognitivo e familiare;